TEHO TEARDO   
 http://www.tehoteardo.com/      

La biografia artistica di Teho Teardo è impossibile da sintetizzare in poche righe. Dagli anni 80 ad oggi ha realizzato un gran numero di progetti e collaborazioni negli ambiti più disparati. Ha raggiunto la popolarità grazie alle colonne sonore di film importanti, come "Denti" di Gabriele Salvatores, "L'amico di Famiglia" di Paolo Sorrentino, "La ragazza del lago" di Andrea Molaioli o "Il passato è una terra straniera" di Daniele Vicari. Ha pubblicato numerosi cd. Ha realizzato remix per artisti internazionali come Placebo e Lydia Lunch. E' componente del gruppo punk LA MONTE.


LOUIS: Ciao Teho, come ho scritto nell'introduzione, ti occupi di tantissime cose ed è difficile farsi un quadro completo del tuo universo artistico.... tu sei in grado di presentare le tue attività in poche parole?
TEHO: non saprei cosa aggiungere se non che sono un compositore e musicista a cui piace sperimentare con la musica.

LOUIS : La tua attività musicale ti ha dato, e ti sta dando, moltissime soddisfazioni, ma qual'è il tuo atteggiamento nei confronti dei riconoscimenti che ricevi e della popolarità che hai raggiunto?  
TEHO: Popolarità è una parola grossa, diciamo che sono molto contento dell'interesse nei confronti della mia musica. Penso sia importante sapere che c'è qualcuno che ascolta, che si mette in contatto. Ma il mio interesse principale è rivolto soprattutto alla musica: scriverla, suonarla, contraddirmi, cercare, contraddirmi di nuovo e continuare a cercare. Probabilmente perdermi.  

LOUIS: Come riesci a coniugare due cose apparentemente così distanti fra loro come la tua attività di compositore di colonne sonore e il tuo ruolo di chitarrista punk? 
TEHO:  Chitarrista punk lo ero a 14 anni, poi ovviamente le cose si sono evolute, continuo a fare dischi e concerti, lavoro con il cinema e con il teatro, ho un progetto, Ingiuria, con Chiara guidi della Socìetas Raffaello Sanzio. In tutti questi progetti lavoro essenzialmente alla mia musica, per cui non ho un'identità diversa ogni volta, non sono un super eroe, ho una mia dimensione e quella prendo a sassate ogni volta che mi confronto con un nuovo progetto.

LOUIS: Hai pubblicato molti dischi all'interno di progetti che coinvolgono spesso altre persone, da cosa nasce questa tua propensione alla contaminazione ed al confronto con altri artisti? 
TEHO:  passo molto tempo solo nel mio studio, ogni tanto è bello uscire e suonare con altri, una questione di condivisione, di confronto e quindi di crescita. Suonare da solo mi piace molto, ma amo anche collaborare con altri, aiuta a rimettere tutto in discussione. 

LOUIS: Attualmente sei impegnato in nuovi progetti? Cosa stai preparando?
TEHO:  Il nuovo disco di Modern Institute ed un album nuovo con Erik Friedlander. Tra poco uscirà anche una raccolta di miei lavori per il cinema, lo pubblicherà l'Expanding records, un'etichetta inglese che si occupa di musica elettronica. Trovo lusinghiero che decidano di pubblicare un cd con la mia musica per il cinema, significa che questa ha una valenza anche al di fuori del rapporto con la pellicola.

LOUIS : Quali sono le tue fonti di ispirazione? E' molto diverso il processo creativo che segui per comporre una colonna sonora, un brano elettronico o una canzone rock?
TEHO:  L'ispirazione è un segnale che si lancia, poi deve venir modificato, giustificato all'interno di un percorso. E' un processo lungo. Non faccio delle distinzioni radicali nella scrittura, che sia legata ad una canzone o ad un brano.

LOUIS: Quali sono i tuoi gusti musicali come ascoltatore? 
TEHO: Ascolto di tutto, mai come ora un compositore ha a disposizione tanti tipi di musica come in questi anni. Val la pena approfittarne, è un vantaggio disporre di una banca dati così fornita come la discografia mondiale, particolarmente ora che è così a portata di mano.

LOUIS : Con quali strumenti componi e ti senti più a tuo agio? Cosa utilizzi poi nelle tue esibizioni live?
TEHO: Sono un chitarrista per cui mi è naturale usare la chitarra, ma anche un registratore a nastro o il computer vanno bene. Dipende da cosa voglio dire e come.

LOUIS : Che tipo di formazione musicale hai? Sei un autodidatta o hai seguito studi classici?
TEHO: Ho seguito studi anomali e, in quel tragitto dissestato ho messo a fuoco quello che mi interessava. Per chi vuole studiare musica in Italia oltre al conservatorio non c'è molto e a me il conservatorio proprio non interessava, tendenzialmente produce cadaveri.

LOUIS: Per raggiungere i risultati a cui sei arrivato, in questi anni, ci sono state persone che ti hanno aiutato oppure hai dovuto contare solo sulle tue forze?
TEHO: Sei solo e ti devi arrangiare, va così! Nulla di strano in questo. Poi nel percorso ci sono persone che si affiancano: discografici, agenti...ma la responsabilità di innescare il tutto rimane solamente tua.

LOUIS : Internet sembra svolgere un ruolo importante per la musica indipendente, in che modo utilizzi questo strumento?
TEHO: E' notevole per i contatti e anche per diffondere il tuo lavoro, ma questo aspetto arriva in un secondo momento, quando la gente ha già appreso di te altrove, non certo in rete. Ho il mio sito e lì si può scaricare molta musica gratis. www.tehoteardo.com

LOUIS : Ti capita spesso di esibirti lontano da qui. Trovi che ci sia differenza fra il pubblico di paesi differenti?
TEHO: Pochi giorni fa ho suonato ad un festival a Varsavia, c'era anche Jon Hassell, trombettista straordinario che ha collaborato anche con Brian Eno. Sicuramente la gente era davvero molto interessata ad ascoltare la musica, non sempre capita di imbattersi in un pubblico così attento. Ogni paese è diverso, poi dipende dalla situazione specifica.

LOUIS : In Friuli dov'è che ti sei trovato particolarmente bene a presentare i tuoi progetti musicali? 
TEHO: Quanta fatica suonare in Friuli! Quanto da fare per ottenere un minimo di ascolto, di attenzione. Poi uno se ne va altrove...le strutture che si occupano di musica e cinema tendono ad accorgersi di te solo se hai fatto qualcosa di importante altrove e nemmeno in quel caso ti supportano. Un altro problema in regione è il friulano: se lo utilizzi all'interno del tuo lavoro puoi dire le sciocchezze che ti pare e trovi quasi sempre ascolto e spesso anche dei finanziamenti. E' un limite tremendo alla crescita culturale di un territorio. Così me ne sono andato e penso di aver fatto proprio bene.

LOUIS: L'idea di questa intervista è nata circa un anno fa...... e finalmente ce l'abbiamo fatta!! Grazie e a presto
TEHO: Grazie a voi, ciao

(27 nov 2008)